Buon giorno, io sono Anna, una
ragazza di appena 13 anni, sono molto simpatica e dolce
però un po` timida al momento di fare amici.
Io vorrei raccontare la mia storia.
Tutto comincia, dove io vivevo a Trieste, con i miei
amici e la mia famiglia, la mia mamma Giuliet, il mio
babbo Albert e il mio fratellino Frank, che ha 6 anni
meno di me .
Un giorno la mia mamma e il mio babbo decisero di andare
a vivere a Perugia. Dopo di fare le valigie, con molte
tristezza e dolore, partiamo, e anche se Frank e io
non volevamo farlo, i nostri genitori, si. Appena arrivati
abbiamo visto che la nuova casa era bellissima, aveva
due piani, balconi, un amplissimo soggiorno, una cucina
e molti bagni. Subito dopo sono andata alla mia stanza,
e mi é piaciuta moltissimo, ha un balcone, un
bagno e un grande armadio. Porto le valigie su e le
svuoto, e ho molta nostalgia perchè domani sarà
il mio compleanno e non potrò invitare i miei
amici di Trieste, ci saranno solamente i miei genitori
e Frank, e dopo di pensare questo vado a letto.
Alla mattina seguente, è il mio compleanno!...
mia mamma mi regala il CD che volevo, il mio babbo un
vestito bellissimo e Frank una collana che lui aveva
fatto, ma io dico ai miei genitori che io volevo qualcosa
di nuovo, mi domandano che cosa, dico che non lo so
e scappo fino ad arrivare ad una collina piccolina.
Passeggiando per la collina trovo un uovo e a uno dei
lati, c`era un grande albero, no so di quale animale
è; lo porto con me, arrivata a casa, vado alla
mia stanza e per covarlo ,faccio un nido e lo metto
vicinissimo alla stufa.
Frank era l`unica persona alla quale avevo raccontato
ciò che avevo fatto e a gli dico di badarlo mentre
io non ci sono a casa…
Il tempo passa e io continuo senza amici però
l`uovo cresce e cresce senza finire. Un giorno al ritorno
della scuola vedo l`uovo aperto e l`uccello non c`è,
vado e li racconto tutto a mia mamma e mio babbo e gli
dico di aiutarmi a trovarlo e tutti cominciamo a cercarlo
da per tutto.
Alla fine, il mio babbo lo trova nel bagno della stanza
di Frank. Mentre l`uccello mangia, Frank e io raccontiamo
la storia ai nostri genitori e gli domandiamo se l`uccello
poteva rimanere a casa con noi e loro dicono di si .
I giorni passano ed io non ho ancora potuto fare amici
e mentre i giorni passano l`uccello cresce e cresce.
Un giorno il mio babbo dice che l`uccello non è
un uccello , è un`aquila e dice di chiamarla
“Giovanna” e tutti diciamo di si!Il giorno
seguente Giovanna era tutta un`aquila, quel giorno era
sabato e noi le insegnamo a volare e cacciare predi
a grandi distanze.
Con il passare dei giorni,Giovanna mi insegnò
a essere coraggiosa e non avere paura alle cose sconosciute
perchè se vuoi trionfare, devi avere fiducia
nelle cose nuove… tutti dobbiamo seguire l`esempio
di Giovanna…!
|