Colegios  
Origini e finalitá dell' A.C.I.A.U.  
Alberto Conti pronuncia il suo discorso durante la cerimonia inaugurale dei nuovi impianti nella <<Dante>> di Santa Fe.

La nascita dell'ACIAU (associazione delle scuole italiane dArgentina e Uruguay), avvenuta nell'agosto del 2003, costituisce senza dubbio un evento di rilevante interesse nell'ambito dell'attività culturale e scolastica ítalo-argentina. Tale associazione é presieduta dal Dottor Alberto Conti, presidente per tanti anni della Dante Alighieri di Tucumán e fondatore della scuola Giosué Carducci in tale citta.

Per saperne di piú abbiamo intervistato proprio il dottor Conti che amabilmente ci ha fornito in meri-fo significative informazioni, spiegando, anzitutto che l'istituzione é nata per iniziativa del professore Miguel Angel Carletti, fondatore della Scuola Italiana di Concepción del Uruguay e che all'inizio si trattava solo delle scuole argentine (ACIA) : la "U", che aggiunge l'adesione delle scuole operanti in Uruguay é del 2005.

Le prime riunioni determinanti ebbero luogo a Rosario con /adesione e l'attiva partecipazione di Giuseppe Angeli, attualmente deputato in parlamento a Roma e giá fondatore della scuola Edmondo De Amicis a Rosario.

L'atto giuridico ufficiale, costitutivo della ACIAU, é del febbraio 2004 e venne , firmato proprio a Concepción del Uruguay, dove venne eletto primo presidente il prof. Carletti.

Come furono gli inizi?

- Dopo la prima elezione, si pensó allo Statuto che fu varato a Tucumán il 9 luglio del 2004, nel giorno della ricorrenza patriottica argentina. Tempo dopo, con l'adesione della scuola di Montevideo, tale Statuto venne riformato e si diede vita a un consiglio direttivo eletto per un biennio con l'avvio operativo delle attivitá istituzionali. Si organizzarono successivamente due edizioni dei "Pre-giochi" a Rosario ed a Concepción del Uruguay e cominció la serie del "Certamen Literario Comun".

- In tutto, quanti sono gli alunni delle scuole associate?

- Potenzialmente si parla di oltre 30 mita alunni e di 50 scuole, guidate in tutto da circa 200 professori di lingua e cultura italiana. Attualmente, in concreto, riuniamo circa 6000 alunni con circa 70 docenti. Certamente a fine d'anno saremo di piú.

- Che collegamenti avete con l'Italia?

- Si tratta, me lo lasci dice, di vincoli assai importanti, come il nostro amore e il nostro affetto per l'eterna Italia della grande cultura e per il suo popolo straordinario dal quale discendiamo. Le nostre scuole sono l'espressione operante di tutto ció in questo "altro" insediamento di tale popolo che la storia ha voluto avvenisse in Argentina e in Uruguay. Aggiungo che questi nostri istituti scolastici sono stati fondati e portati avanti con impegno e sacrificio da emigrati italiani e loro discendenti guate atto d'amore per l'Italia da loro "perduta" e come offertorio d'amore all'Argentina nella quale si sono ritrovati e riconosciuti. Alcune di queste scuole sono anche parificate con le istituzioni scolastiche italiane e le autoritá di Roma contribuiscono al loro funzionamento.

- Quali le aspirazioni e i programmi dell'ACIAU?

- Aspiriamo a livelli d'eccellenza nello studio e nella diffusione della lingua e della cultura d'Italia, convinti come siamo di potere con ció dotare i discendenti dello stile di vita italiano. Tali propositi c'impegnano naturalmente in una fatica di costarte perfezionamento in ogni aspetto. Ovviamente, operiamo per una sempre piú efficace comunicativa ed interazione tra docenti e tra alunni dei diversi istituti.

- Altri programmi piú o meno immediati?

- Per noi l'ACIAU é lo strumento pratico ed operativo piú opportuno ed efficace per risolvere coral-mente problemi e difficoltà che individualmente, da sola, ogni scuola non potrebbe che risolvere con maggiore fatica. Tutte le nostre aspirazioni appaiono piú ambiziose e possibili da realizzare unendo le forze. In particolare, stiamo stabilendo fluidi rapporti con le scuole italiane che operano in Italia e siamo certi che ne deriverá un' attiva collaborazione. Inoltre, abbiamo avanzato al Consolato Genera-le d'Italia in Buenos Aires la richiesta di collaborazione per una nostra sede che potrebbe essere possibile -immaginiamo- nello stesso stabile della Calle M. T. de Alvear che resterá libero fra poco, o altrove. Lavoriamo anche per la promozione dello scambio di alunni e docenti tra le varie scuole e, in particolare, con scuole stabilite in Italia, come pure operiamo con impegno per il consolidamento dell'equivalenza dei titoli e dei programmi,oltre che per organici piani di formazione docente, specialmente all'aggiornamento degli insegnanti d'italiano.

In fine, abbiamo allo studio una pubblicazione specifica rivolta ad alunni e docenti, quale organo di collegamento, informazione e anche di dibattito e di studio. Con questa Rassegna di fine 2006, il lettore ne ha giá in mano un anticipo.